sabato 28 novembre 2009




Rita Bellacosa é orgogliosa di presentare

TEMPLA Passeggiate spirituali pompeiane

28/11/2009 - 21:40

RITA BELLACOSA annuncia TEMPLA
Passeggiate Spirituali Pompeiane con Prefazione di John J. Dobbins (uno dei più grandi archeologi del mondo), University of Virginia, USA
Cosa rappresentava il culto per gli antichi Pompeiani? Quanto esso incideva sulla vita pratica? Perché è riscontrabile un tale intreccio di culti differenti in Pompei? Quanto stretta era la commistione tra sacro e profano? A queste domande risponde l’autrice, archeologa e filologa, attraverso un meticoloso lavoro di ricostruzione che unisce l’analisi di fonti antiche alla verifica archeologica in situ. Il risultato è quest’opera che coniuga felicemente competenza tecnica e comprensibilità espressiva. Dopo un’ampia introduzione storica, la studiosa affronta l’ideologia del culto e, di seguito, dedica un singolo capitolo a ciascun Tempio. L’ultima parte è dedicata al sogno di una meravigliosa storia d’amore. Prima della catastrofica eruzione. L’Opera è suddivisa in tre sezioni: Parte storica; Il culto; La favola. Ventidue Capitoli, apparato iconografico e mappe.
ANTEPRIMA ASSOLUTA
Il culto, o meglio, la necessità del culto, risponde ad un’esigenza insopprimibile dell’uomo di credere in una o più Entità alle quali affidarsi soprattutto, ma non esclusivamente, durante le prove difficili e dolorose cui la vita sottopone tutti inevitabilmente e alle quali rimettere la speranza di una vita ultraterrena oltre la vita carnale. In verità, il bisogno di credere si fonda e ramifica sulla paura di non essere capaci di affrontare le occasioni incidentali con il coraggio e la forza interiore e fisica dovuti, di non sapere sopravvivere agli eventi dolorosi; insomma, di raggiungere la piena consapevolezza di essere temporanei e orfani del Nulla sulla Terra. L’ essere umano sente di doversi aggrappare ad un’idea, ad un quid di misterioso e di indefinito legato all’ incognita dell’ esistenza. Senza questa speranza, tutto è vano, svuotato di significato e ogni possibilità di pur blanda certezza svanisce e la consapevolezza della propria insufficienza diventa panico. Un panico senza via d’ uscita che rende ciechi e sordi, che impazza nel cuore, che travolge e conduce ad una disperazione senza soluzione.
Nasce, così, l’ esigenza di un luogo sacro dove l’uomo possa concretare la sua necessità di contatto fisico, oltre che spirituale, con il Supremo attraverso l’ ossequio e la supplica affinché intervenga provvidenzialmente qualora l’ urgenza si manifesti o si stia patendo. Pur nelle differenti forme di culto, l’esigenza interiore dell’uomo di credere, rimane la medesima, ora come allora, nel mondo moderno, come nell’antico. I secoli passano, l’uomo inventa situazioni, strumenti, opere ma è sempre lo stesso fragile essere spaurito e innocente di fronte al mistero insolubile dell’ esistenza terrena. Domande quali da dove veniamo, perché ci siamo, chi ci ha “inventati” resteranno sempre, nonostante qualsiasi forma di speculazione intellettuale, senza risposta.
E questa consapevolezza, che si traduce nella presa di coscienza dei nostri limiti, produce delirio. (Da TEMPLA di RITA BELLACOSA, Capitolo I)
TUTTI I DIRITTI RISERVATI PROPRIETA’ RITA BELLACOSA E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE.
RITA BELLACOSA presents TEMPLA Spiritual walks Pompeians with Preface of John J. Dobbins (one of the greatest archaeologists of the world), University of Virginia, USA. Thing represented the cult for the ancient Pompeians? How much did it engrave on the practical life? Why is it verifiable such an interlacement of different cults in Pompeii? How much hold was it the mixture between sacred and profane? To these questions she answers the author Rita Bellacosa, archaeologist and philologist through a meticulous job of reconstruction that unites the analysis of ancient sources to the archaeological verification in situ. The result is this work that happily conjugates technical competence and expressive comprehensibility. After an ample historical introduction, the researcher faces the ideology of the cult and, following, dedication a single chapter to every Temple. The last part is devoted to the dream of a marvelous love story. Before the catastrophic eruption. The work is divided in three sections: It departs historical; The cult; The fable. Twenty-two Chapters, apparatus iconographic and maps. ABSOLUTE PREVIEW TEMPLA The cult, or the necessity of the cult, responds better, to an insuppressible demand of the man to believe in one or more Entities to which to submit above all him, but not exclusively, during the difficult and painful tests which life inevitably submits all and to which to put again the hope of an afterlife over the carnal life. In truth, the need to think is deep and it branches on the fear not to be able of to face the accidental occasions with the courage and the internal strength and physics owed, not to know how to survive to the painful events; in short, to reach the full awareness to be temporary and orphan of the Nothing on the Earth. L' human being feels to owe him to seize to an idea, to a quid of mysterious and of indefinite legacy to the unknown one of the existence. Without this hope, everything is vain, emptied of meaning and every possibility of also bland certainty it fades away and the awareness of her own insufficiency becomes panic. A panic without by gone out that it makes you blind and deaf, that shakes the heart, that overwhelms and it conducts to a desperation without solution.
It is born, so, the demand of a sacred place where the man can embody her necessity of physical contact, over how spiritual, with the Supreme one through the I pay respects and the supplication so that providentially intervenes if the urgency manifests him or he is suffering.
Also in the different forms of cult, the internal demand of the man to believe, the same one remains, now as then, in the modern world, as in the ancient one.
The centuries pass, the man invents situations, tools, works but he is always the same fragile being frightened and innocent in front of the insoluble mystery of the terrestrial existence. Questions what from where we come, because we are there, who has us "invented" they will always stay, despite any form of intellectual speculation, without answer.
And this awareness, that is translated in the taking of conscience of our limits, produces delirium. (From TEMPLA by RITA BELLACOSA, Chapter I) Deposited Work.
ALL THE RIGHTS RESERVED. COPYRIGHT RITA BELLACOSA FORBIDDEN THE REPRODUCTION.

sabato 21 novembre 2009

Drupi - Bella Bellissima (1976)

LO STRIPTEASE di RITA BELLACOSA

055news.it
Firma : Rita Bellacosa

Uno strip che strappa l’applauso 21/11/2009 - 20:12
Musica scelta con malizia, tu con un abitino leggero nero corto ti muovi sinuosa su tacchi vertiginosi; sotto l’abito hai molto poco, un velo impalpabile di lingerie nera. Sul viso le luci di un sapiente maquillage; non c’è che dire, stasera hai superato te stessa: una grande star per un pubblico di un unico spettatore. Pregusti e continui nella tua strategia di guerra. Ti specchi, ondeggi prima di qua, poi di là; è bello specchiarsi compiacendosi della propria beltà. Eh si, sei proprio bella. Te lo dicevano tutti al paese ma tu non ci credevi o forse fingevi indifferenza. Una Rispondevi a tutti: <>. Eppure eri attenta al tuo vestire; ogni sera poggiavi sulla sedia gli abiti dell’indomani scelti secondo come ti saresti voluta sentire la mattina dopo. Ascoltavi spesso una canzone da quel piccolo mangiadischi arancione, d’epoca ormai perché era in casa da tanti anni. Come faceva quel motivo? Ah, si, “sotto ai blue jeans tu non ci porti mai niente” ed arrossivi solo al pensiero e immaginavi a chi Drupi avesse potuto dedicare quelle parole e come dovesse essere lei. Eri carina, molto; avevi quella sensualità inconsapevole che una ragazzina preadolescente può avere, un misto di innocenza infantile e desiderio di sentirti già donna, curiosa e spaventata di ciò che questo potesse significare. Eccola la donna che eri diventata; bellissima, morbida occhieggiava da quello specchio. Lo aspettavi come ogni sera inventandoti una sorpresa speciale per il tuo uomo, finalmente, dopo che ci avevano provato in tanti che potevi riempirci uno stadio. Lui no, non ti aveva corteggiata, lusingata, circondata di attenzioni, sommersa di regali; lui non era così. Ti aveva semplicemente guardata come sei, per quello che sei. Ecco, stava per rientrare; immaginavi che ti avrebbe sorpresa mentre, con le mani, accompagnavi ogni movimento del corpo carezzandoti lievemente. Avresti cominciato a spogliarti, senza ansie, ancheggiando nel buio illuminato solo dalla luce fioca proveniente dalla strada della metropoli. Fissarlo senza distogliere neppure per un attimo lo sguardo da lui, ridacchiare ogni tanto, piccole risatine mentre lui ti guardava e tu...via , giù la lampo. Ti vedevi mentre lo stuzzicavi facendo smorfiette intervallate da sospiri. Seduta avresti cominciato a sfilarti lentamente una calza, rimesso il tacco, sfilata l’altra. Ti saresti alzata di scatto muovendo le gambe lisce. E in un secondo sul letto e poi …

sabato 14 novembre 2009

Il nudo e il crudo
Firma : Rita Bellacosa

Il sesso ne Le Inutili Apparenze14/11/2009 - 21:48
Le piaceva esplorare nel gioco dell’amore. Conosceva l’arte del sedurre, stuzzicava gli uomini che le suscitavano interesse, facendo l’amore con gli occhi, solo per sperimentare l’esperienza. Sapeva come saettare lo sguardo, come mostrare negli occhi un desiderio che, in realtà, non sentiva, come trattenere nel tempo un uomo conquistato con le sole parole. Sapeva trarre vantaggio dal suo corpo morbido lasciando che gli uomini subissero il fascino dell’immaginazione. Si trattava sempre di una prova tesa più che altro a valutare se stessa, e la sua capacità di destreggiarsi in situazioni galanti più o meno pericolose. La presenza dell’uomo di turno era soltanto un dettaglio casuale. Conduceva le situazioni all’estremo, come prova della sua rocciosa forza interiore e della ferrea capacità di pilotare gli eventi esercitando la volontà di dominare sull’insistenza degli uomini a possederla. teorizzava, < è pura violenza, è invasione di corpi frementi. A letto occorre dimenticare qualsiasi regola o sovrastruttura, inutile sovrapposizione di fastidiosa e stridula voce sulle voci possenti dei corpi. L’uomo e la donna sono esseri animali e come tali devono agire, in preda all’istinto della passione. Il sesso è selvaggio, scomposto, illimitato. ( da LE INUTILI APPARENZE, CAP. XIII)TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RIPRODUZIONE VIETATA. PROPRIETA' RITA BELLACOSA

domenica 8 novembre 2009

Il nudo e il crudo
Firma : Rita Bellacosa

Notizia letta
20000 volte
La deposizione di Marrazzo07/11/2009 - 20:49
ROMA, 2 Novembre 2009 Sotto la pioggia battente Piero Marrazzo, ex telegiornalista, ex presidente della regione lazio, ex, esce dagli uffici giudiziari di piazza Adriana, a Roma, dopo due ore di deposizione davanti ai pm dell’inchiesta sul presunto ricatto di cui sarebbe vittima a causa di un video che lo ritrae in procinto di un atto sessuale con un transex il 3 Luglio u s. Qualcuno ipotizza che quell’uomo con il volto coperto non sia neppure lui che forse sta passando dall’uscita posteriore. Marrazzo dichiara: "Ribadisco che nell'abitazione di Natalie entrarono solo due persone che mi trattarono con estrema durezza e con violenza. Mi spinsero in un angolo impedendomi di tirare su i pantaloni che mi stavo levando quando sono entrate. In tale modo, per il mio abbigliamento, mi trovavo in uno stato psicologico di inferiorità e umiliazione. Inoltre in più occasioni vennero a contatto con me quasi a volermi intimidire, come per farmi capire che erano armati. Per tutto quel tempo sono stato costretto a stare nella stanza da letto e solo in un'occasione mi sono affacciato sulla soglia della porta ed ho potuto vedere con chiarezza che vi erano solo due persone, oltre a Natalie". "Mi sentivo come se fossi stato sequestrato, Natalie, invece, per qualche tempo mi è sembrato essere stata collocata fuori del balcone . Ho dedotto questo dalla circostanza che l'ho vista passare davanti alla stanza da letto spinta verso il balcone, e dal luogo dove mi trovavo per qualche tempo non l'ho più vista". Marrazzo ammette che la cifra pattuita per la prestazione sessuale era di 1000 euro ed aggiunge: "Mi è capitato sporadicamente di aver consumato cocaina solo durante questa tipologia di incontri" (con transessuali n.d.a.). Marrazzo dichiara di conoscere Nathalie "già da qualche tempo e di essere stato con lei in qualche altra occasione, ma non più di due-tre volte dal gennaio di quest'anno. Non so dire con precisione da quanto conosco Natalie". Marrazzo dice di aver avuto "altri incontri di questo tipo con un'altra persona, un certo Blenda (con la l , n.d.a.). Nell'occasione di un incontro con Blenda ricordo che è passato anche un altro trans del quale non rammento il nome. Mi sembra che ho avuto solo due incontri con Blenda". Dichiarazioni che confermerebbero le abitudini hard dell’ex Presidente della regione Lazio. Lo sapevano in molti a Roma di queste sue frequentazioni documentate almeno dal 2005 quando si diceva che il presidente frequentasse Veronica, un trans che riceveva in due appartamenti: uno sulla Cassia, forse in via Gradoli, e un altro nel quartiere Trionfale. Gli inquirenti stanno rivoltando come un calzino la vita privata e pubblica di Marrazzo. Un uomo perbene incappato in una brutta storia. Perché con un trans. Chantall, transessuale, dice: "Gli uomini, come le donne, provengono da una madre e da un padre ed è più che normale che ci sia anche un lato femminile in essi che viene represso da sempre. Il desiderio inconscio di ogni uomo è quello di avere una donna con la quale poter, certe volte, non essere sempre la parte attiva ma anche, spesso, la parte passiva. Con noi vengono uomini di ogni ceto sociale. Dall'operaio frustrato al medico famoso e al politico importante. Siamo la parte che manca alle donne, la femminilità assicurata che offre una sorta di scudo, di alibi contro i sensi di colpa. Il mondo, da che è nato, ha avuto le donne per procreare e gli amanti maschi per godere, lo dimostrano gli antichi romani e i greci. Ma non è solo questo. La donna rompe le scatole di natura, riempie il proprio uomo solo di doveri e vuole essere al centro della sua vita, mentre il trans fa si che sia l'uomo il centro. Se poi, come sempre accade, vuole addirittura fare la parte passiva, noi abbiamo il 'mezzo' per accontentarlo. La maggior parte degli uomini che si definiscono etero e che vengono da noi, nella vita di tutti i giorni sono tori da monta, mentre con noi possono anche essere, improvvisamente, le pecorelle prese e sottoposte. Credo che ogni donna dovrebbe, comunque, rassegnarsi al fatto che nella mente di tutti gli uomini, che sia represso o che sia esternato, il desiderio del fallo c'è e ci sarà sempre."